Alessandro Busseni

busseni
Perchè ti dovrei ascoltare, professore?
La Bic è un’azienda fondata nel 1945 in Francia dal Barone Marcel Bich, piemontese -nacque a Torino- poi naturalizzato francese. Rilevata una vecchia fabbrica, Bich avviò una produzione di matite e penne, rigorosamente, stilografiche. Pochi anni più tardi, nel 1950, Marcel lanciò un prodotto che avrebbe rivoluzionato le abitudini delle future generazioni di studenti: la penna a sfera. Fu con la penna a sfera che il Baron sperimentò la filosofia dell’usa e getta, che poi applicò intelligentemente, anche ad altre categorie di prodotti come i rasoi e gli accendini. A seguito dell’incremento produttivo e dell’internazionalizzazione del brand le industrie Bich persero un H (un vezzo di Marcel, che temeva la facile ironia degli anglofoni, che avrebbero storpiato il suo cognome in una parolaccia). Ad oggi il fatturato di Bic dipende al 49% dagli accendini, al 43% dalla cancelleria, all’8% dai rasoi e a poco più dello 0% dai surf; tutto usa e getta. Tranne i surf: tavole, vele, attrezzature per gli sport nautici di ogni genere. Il mare è la vera passione del barone, tant’è che una volta partecipò anche alla Coppa America con un’imbarcazione di nome “France”.Nel 2005 bic ha venduto la sua centomiliardesima penna a sfera.
Il modello Cristal è di gran lunga il più acquistato, conosciuto e apprezzato, tanto da far parte della collezione permanente di design del Museum of Modern Art di New York. Cristal è la penna a sfera per antonomasia, quella trasparente, col tappino che si può mangiucchiare e con il corpo cavo con cui si possono costruire perfette cerbottane. Prodotta ancora oggi, così come è stata concepita nel 1950: corpo trasparente in polistirene; tappo, tappino e cannuccia serbatoio in polipropilene, punta di ottone e nichel, sfera in carbonato di tungsteno. Nel 1990 il tappo è stato tagliato per impedire il soffocamento in caso di ingestione. L’inchiostro, con il suo caratteristico odore di mandorla, è disponibile, da sempre, in quattro cromie: blu, nero, rosso e verde.
Il vero inventore della penna a sfera non fu il Baron Bich, anche se è alle sue ricerche che si devono l’abbattimento dei costi di produzione e la commercializzazione di massa, ma Làszlò Bìrò. Bìrò, un editore ungherese, un giorno ebbe una illuminazione osservando alcuni bambini giocare con le biglie tra le pozzanghere di un viottolo. Bìrò sostituì all’inchiostro delle penne stilografiche quello utilizzato dalle rotative di stampa e inserì una piccola sfera nella punta della penna, permettendo una distribuzione omogenea della tinta sul foglio di carta. Brevettò la sua invenzione nel 1943, ma non fu mai in grado di contenere i costi di produzione e nel 1950 si vide costretto a cedere il suo brevetto al Baron Bich.
Bìrò morì povero, Bich accumulò una fortuna!
Questo estenuante antefatto è stato redatto a testimonianza di una minuscola conoscenza e di un’intensa navigazione di Wikipedia, due validi motivi per starmi ad ascoltare.
Ora, prendete un fogli A4, bianco, da album o dal cassetto numero 1 della vostra stampante. Poi prendete una Bic Cristal, blu, come quella usata per scrivere questo tema, o anche di un altro colore, o anche tutti e quattro insieme.
E disegnate, disegnate quello che volete: disegnate un criceto, un orso, un omino che si veste, un omino che si addormenta, dei capelli raccolti in una coda, un teschio, delle labbra sensuali, linee rette, un diavolo sorridente, gambe accavallate, piedi scalzi, cuffie troppo grosse, un vigile urbano, un’esplosione costruttivista, un graffito tridimensionale, un ritratto di chi vi sta di fronte, un calice di vino bianco, mezzo pieno o mezzo vuoto, tantissimi occhi, una aerografo, una persona che si disegna la barba, una saliera, un cane che morsica un anziano, un femore, uno zombie, dei mattoncini di lego, maschere antigas, un generale, un lottatore messicano, la centrifuga della lavatrice, dei guanti troppo sexy, un paio di jeans bucati, tanti alieni, una alambicco, la Nike, una dama, uno scrittore troppo solo, un eccello grasso, occhiali da sole, un merlo, un asino, una cittö dalle case basse, uno scarafaggio, il vostro amore, una sveglia che suona, un rospo, un’ancora, un granchio, tanti fiori, senza mai staccare la penna dal foglio, una pistola laser, un topo, vostro cugino, una maschera africana, un supereroe, un planisfero, uno zerbino, un fantino senza cavallo, un pegaso alato, due signori con una barba sola, una BMX, una pipa con scritto sotto che non è una pipa.
Stendete bene il vostro risultato, poggiatevi sopra una Bic Cristal, o di fianco. Fotografatelo. Avete appena rappresentato nel migliore dei modi possibili l’essenza della penna a sfera, l’anima di questo progetto-prodotto di design. Insegno in un corso di disegno per il progetto. Insegno a rappresentare gli oggetti per quello che sono, ma anche un po’ di più: per quello che fanno, per quello per cui li usiamo, per quello per cui li amiamo.
Se vi ispira, mi potreste ascoltare.  
post-it1

Commenti autografi dei visitatori lasciati sui post-it durante la mostra.

*troppo troppo troppo lungo

*lungo tanto

*genialissimo!

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