Francesca Grazzini

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Perchè ti dovrei ascoltare, professore?

Il fatto è che io cercherò di sedurti, in gara contro la sottocultura della televisione e dei consumi. Cercherò di attirarti più di quanto non facciano Maria De Filippi e il Grande Fratello, Dolce e Gabbana e Emporio Armani, le veline e i calciatori, i vip e i miliardari.

Ho dentro di me conoscenza che viene dal passato, ma non faccio l’errore di considerarla definitiva. Non devo trasmetterla dalla cassaforte dellla mia testa alla cassaforte della tua. E’ ricchezza da spendere, ora nel presente e nel futuro, trasformare, anche “sbagliando”. Confidando anche nell’errore. Ed ecco dunque cosa ti insegnerò.

Che non ci siamo accorti che la finanza e il mercato globale ci avrebbero portato a questa crisi.

Che la gente si indebita perchè è prigioniera dell’idea del lusso, per cui se la elite in vetta della piramide della moda consuma un qualsiasi oggetto questo acquista valore magico e diventa sommamente desiderabile per la base della popolazione che se ne può permettere solo una pallida imitazione (e quando comincia a usarlo l’elite del lusso ha già cambiato tipo di consumo).

Che la pubblicità può giganteggiare sulle facciate dei palazzi, rivedere il ciclo delle postazioni sui tetti, circolare dappertutto sulle fiancate dei mezzi pubblici, mentre i writer sono considerati vandali.

Che qui a Milano, la città della moda magnificata dai media, prevalente è “l’effetto cotechino” con natiche e cosce compresse nei jeans.

Che gli architetti, gli urbanisti, non vanno a vivere nei quartieri che progettano.

E abbiamo paura della natura e possibilmente la cementiamo. Così che ci accorgiamo del succedersi delle stagioni non dai frutti della terra ma dalle sfilate.

Perchè vogliamo omologare il mondo distruggendo e addomesticando le zone selvagge? Perchè vogliamo omologare le persone e non andiamo alla ricerca del particolare talento di ciascuno?

Perchè ci è difficile capire che il progresso non è un’automobile a testa, nemmeno elettrica, perchè sarebbero sette miliardi d’auto. Vorrei insegnarti cararagazza, caro ragazzo, che la felicità sta nelle relazioni e non nel Pil, prodotto interno lordo di una società di bruchi assatanati.

E in ultimo, siccome sono donna, ti parlerò del mistero che non dobbiamo svilire: quello della nascita. “Musterion” in greco viene da “usteros”, luogo sacro, nascosto: “utero”.

E’ dentro al corpo femminile, è nell’incontro tra femminile e maschile che nasce la vita. La nostra reciproca differenza ed estraneità -quando la superiamo- si esprime con la venuta al mondo di un nuovo essere umano. Indicazione della natura per tutti i tipi di rapporti con chi ci è straniero. Che va accolto e compreso.

Ecco. Ora ti hodetto. E adesso tocca a te.

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Commenti autografi dei visitatori lasciati sui post-it durante la mostra.

*se vuoi farti ascoltare devi imparare ad ascoltare. Solo così si crea comunicazione. Chi non ascolta non dialoga.

*fuori tema!! Non rispondi alla domanda, non mi dai il ‘mio’ perchè, ma ripeti all’infinito il tuo (come tutti i prof)

*un pò di clemenza con i prof, se credono troppo nel loro lavoro sono magari noiosi, ma l’importante è che insegnino qualcosa per la vita

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