Francesco Spampinato

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Perchè ti dovrei ascoltare, professore?

L’insegnamento è uno strumento di interazione sociale e una delle forme più pure di aggregazione, un’opportunità per l’insegnante di sviluppare nuove relazioni umane e professionali e per gli studenti di comprendere il loro potenziale come catalizzatori di esperienze. L’ insegnamento è un consenso in risposta ad un bisogno.

Quale che sia l’area disciplinare, il livello scolastico, la tipologia di scuola e l’età anagrafica di studenti e insegnanti, la lezione è un momento di scambio. Contrariamente a quello che si crede debba essere la lezione, ovvero una forma di trasmissione, credo si tratti invece di una situazione di confronto in cui viene generata una nuova forma di sapere.

Il rapporto verticale insegnanti/studenti che caratterizza da sempre le forme di insegnamento di qualsiasi genere e grado, dovrebbe essere soppiantato da una forma orizzontale di costruzione del pensiero dove l’insegnante funga poco più che da stimolo, scivolando costantemente dalla posizione di oratore a quella di ascoltatore a rischio di mettere in crisi la propria posizione e credibilità.

Il ruolo dell’insegnante dunque è quello di rendere visibili le forze intelligenti che animano spirito e cervello dello studente lasciando che questi dia libero sfogo alle proprie visioni interiori riconoscendo in sè stesso la più concreta forma di generazione e apprendimento di cultura. Apprendimento, dunque, non è una fase di appropriazione di nozioni e strumenti, ma il riconoscimento di sè stessi come elementi che garantiscono il funzionamento di un complesso sistema di archiviazione della memoria.

Le attività di archivio e immagazzinamento di dati, però, non costituiscono l’obiettivo dell’insegnamento bensì l’anticamera. Si tratta di vere e proprie forme di linguaggio la cui esperienza consente l’accesso alla sala dei comandi, il cuore del funzionamento della macchina delle idee.

Nella mia brevissima, invero neonata, esperienza di insegnante, ho letto negli sguardi e nelle parole di alcuni dei miei studenti la domanda su cui questo compito in classe si propone di riflettere: “perchè ti dovrei ascoltare, professore?” Senza ombra di dubbio, la mia risposta è stata un invito alla collaborazione.

Partecipare è insegnare. Insegnare è apprendere. Apprendere è partecipare.

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Commenti autografi dei visitatori lasciati sui post-it durante la mostra.

*noioso, non ti dilungare, ti fai troppi problemi. Grafia più posata! E il lettore già alla 1a riga si è tagliato le vene.

*E sotto il banco no ci metti niente?!

*Vi suggerisco di inventare “principi azzurri”. Andrebbero a ruba!

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