Giorgio Bartoli

bartoli

Perchè ti dovrei ascoltare, professore?

Fino a qualche anno fa non consideravo molto il tempo e il suo valore, oggi invece mi accorgo che il tempo è uno dei beni più preziosi perchè no acquistabile nè scambiabile.

Il tempo è in ogni cosa e ogni fase della nostra vita lo contiene; esso è talmente ovvio che non ci pensiamo, lo diamo per scontato e finiamo per trascorrerlo in attesa del dopo. Nella mia vita in parte non ho considerato questo fattore, questa linea che indipendentemente da noi si muove, su cui siamo e con cui andiamo avanti, spesso guardando al dopo senza curarci dei dove siamo adesso.

Ascoltare me significa innanzitutto dare un senso a questo tempo in cui voi siete qui. Io non l’ho quasi mai fatto quando ero dall’altro lato e, quando studiavo, pero preso dall’ansia di raggiungere un qualcosa di diverso. Consideravo il mio un non ruolo e lo studio come un momento di transizione, vivendo quel tempo come funzionale al dopo, al lavoro, al successo, all’indipendenza.

Solo dopo qualche anno, dopo essere entrato nel mondo del lavoro, ho capito di non aver goduto appieno quel momento, perchè vissuto come transitorio.

Queste considerazioni non sono tanto un motivo per ascoltarmi, ma piuttosto un consiglio: vivete ogni giorno del vostro essere studenti intensamente e con la consapevolezza di avere già un ruolo nella società.

Ora vorrei prima dirvi con quale animo non ascoltarmi e poi darvi quello che ritengo il motivo principale per ascoltare. Non bisogna ascoltarmi pensando di essere così riempiti di nozioni, di dati, di contenuti da poter immagazzinare e spendere; non saranno voti alti e la storia della grafica a darvi la chiave del successo.

Bisogna, invece, ascoltarmi per cogliere quello che è più vivo dentro di voi, ciò che vi piace veramente e vi rende felici. Ascoltare le mie parole per orientare/disorientare lo sguardo al mondo del lavoro.

Ascoltare perchè dentro di voi possono nascere domande utili a far aprire porte e perchè in voi si crei chiarezza. Ascoltare per cercare di individuare, in questo oceano della comunicazione, in cui vi accingete ad entrare, chi volete essere e cosa volete fare.

Ascoltare, quindi, non per avere risposte ma piuttosto per sentire nascere in voi domande, domande non pronunciate ma che vi tocchino profondamente.

In tempi incerti immaginate il vostro futuro, ascoltate e cercate in voi punti di orientamento o di fuga. Ascoltateli per mettervi in discussione e così definirvi.

post-it1

Commenti autografi dei visitatori lasciati sui post-it durante la mostra.

*caro prof Bartoli dovrebbe dire questa favola a ciascuna persona indipendentemente dal fatto che sia studente o meno. Siamo sempre troppo indaffarati a pensare e ottenere qualcosa quando dovremmo solo cercare di ascoltare noi e quello che di bello gli altri ci possono donare. Tanti auguri per la sua bellezza interiore. Sveva

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